Un’altra strage in caserma, un’altro militare trattato con psicofarmaci

Violence and psychiatric drugs—a deadly formula America is becoming too intimately familiar with and, the mental health watchdog group, Citizens Commission on Human Rights says that rather than continually send heartfelt condolences to the families of the victims, it is time for lawmakers to investigate the connection between prescription psychiatric drugs and violence.

America learned within hours of the April 2nd shooting at Ft. Hood that four people were dead (including the shooter) and 16 had been wounded in the attack. The shooter, 34-year old Army Specialist, Ivan Lopez, served in Iraq for four months in 2011 and according to The New York Times, Secretary of the Army, John McHugh, said Lopez had been "examined by a psychiatrist within the last month, but showed no signs that he might commit a violent act." Secretary McHugh further explained to the Senate Armed Services Committee that Lopez "had been prescribed Ambien, a sleep aid, and other medication to treat anxiety and depression."

CCHR says this sounds sadly familiar to the September 2013 Washington Navy Yard attack by Aaron Alexis, who had been taking the antidepressant, Trazadone, when he killed twelve innocent people.

CCHR continues that, "psychiatric treatment, in the form of prescription mind-altering drugs, once again is connected to a mass shooting. Yet, despite data showing a connection between psychiatric mind-altering drugs and violence, lawmakers have yet to investigate the connection."

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— CCHR International

• Since 2002, the suicide rate in the U.S. military has almost doubled.
• From 2009 to 2012, more U.S. Soldiers died by suicide than from traffic accidents, heart disease, cancer and homicide.
• Veterans are killing themselves at a rate of 22 a day – one every 65 minutes.
• The U.S. Department of Defence now spends $2 billion a year on mental health alone.
• One in six American service members is on at least one psychiatric drug.


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Caro Sindaco a lei importa dei bambini?

Comunicato stampa

 

Dopo l’assoluzione della signora R. R. del luglio 2013, che dopo anni di dolore e traversie è stata assolta con formula piena perché il fatto non sussiste, ci aspettavamo che aldilà delle sue infauste prese di posizione che avevamo criticato pubblicamente, la famiglia sarebbe stata riunita velocemente non sussistendo più le motivazioni oggettive di tale allontanamento, e siamo rimasti sconvolti nell’apprendere che questo non è ancora successo.

Caro Sindaco a lei importa dei bambini?

Cesate. Oggi il nostro comitato ha inviato una lettera al Sindaco di Cesate e Tutore dei minori dott. Roberto Della Rovere, alla Direttrice dei Servizi Sociali dott.ssa Elena Meroni, all’Assistente Sociale dott.ssa Emilia Colombo e al Presidente della Commissione Parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza on. Michela Vittoria Brambilla, per chiedere il rientro a casa di due bambini che dopo l’assoluzione con formula piena della mamma non sono ancora rientrati in famiglia:
“Egregio dott. Roberto Della Rovere,
Dopo l’assoluzione della signora R. R. del luglio 2013, che dopo anni di dolore e traversie è stata assolta con formula piena perché il fatto non sussiste, ci aspettavamo che aldilà delle sue infauste prese di posizione che avevamo criticato pubblicamente, la famiglia sarebbe stata riunita velocemente non sussistendo più le motivazioni oggettive di tale allontanamento, e siamo rimasti sconvolti nell’apprendere che questo non è ancora successo.
Confessiamo che dopo le sue dichiarazioni in cui si era premurato di «difendere il lavoro dei servizi sociali» senza spendere una parola per i bambini abusati, avevamo delle preoccupazioni. Purtroppo è un malcostume tutto italiano quello di difendere a spada tratta le istituzioni, anche davanti alla fragrante colpevolezza. Nel caso di specie, erano stati proprio i Servizi Sociali a collocare i bambini presso i nonni paterni che sono stati condannati assieme al padre per abusi e violenze sui bambini. Temevamo che per proteggere le persone che in modo apparentemente negligente avevano permesso un collocamento talmente lesivo dei minori, i bambini e la mamma avrebbero potuto essere penalizzati con un ritardo nel riavvicinamento in base valutazioni e protocolli strumentali di natura psicologica. A quanto pare sta accadendo proprio questo, ma saremmo molto felici di essere smentiti.
Pochi giorni fa, infatti, i Servizi Sociali avrebbero inviato una mail in cui si confermava l’ora trimestrale (ogni tre mesi) con il bimbo e si disponeva un’ora ogni due mesi per rivedere la bimba. Questo per i servizi sarebbe un rientro graduale? È uno scritto che sinceramente ci fa accapponare la pelle. Il legale della mamma, avv. Francesco Miraglia, ha infatti commentato: «La situazione è paradossale in quanto la mia cliente, dopo essere stata assolta, deve ora sottoporsi a un altro “processo” che è quello della reintegrazione della potestà e dimostrare di essere capace di fare la mamma.»
Noi sosteniamo da anni che tramite valutazioni soggettive e opinabili, psichiatri, psicologi e assistenti sociali spesso inducono il tribunale dei minori a prendere provvedimenti drastici e drammatici, sottraendo i figli alla famiglia, collocandoli nelle comunità, mettendoli poi sotto indagine, analisi e quant’altro, e che la famiglia, nella maggioranza dei casi, è totalmente impotente di fronte a questo sistema. Quali sono di fatto le motivazioni oggettive per cui dopo ben otto mesi dall’assoluzione, i bambini non sono ancora tornati in famiglia?
Le chiediamo di intervenire urgentemente affinché venga predisposto un “rientro graduale” reale e sensato. Questa famiglia e questi bambini hanno sofferto anche troppo.

Cordialmente,

Silvio De Fanti

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus”
CCDU Onlus
www.ccdu.org

Fessi e/o ciarlatani?

Letta stentava a trovare 500 Milioni per l’IMU.

Renzi dice di riuscire a trovare 10 Miliardi per i lavoratori.

O era fesso il primo, o è un ciarlatano il secondo.

Ora, la logica insegna che di fronte a due dati contrastanti, uno dei due, o entrambi, sono falsi. Sappiamo per certo che non possono essere entrambi veri.

Sul fatto che non si riuscisse a trovare 500 Milioni per abolire l’IMU (e che Letta sia un fesso) non stento a crederci, visto che 16 miliardi per gli F35 o 90 Miliardi da condonare alle slot machine li sapevano trovare eccome.

Sul fatto che si riescano a trovare 10 Miliardi per i lavoratori (e che Renzi non sia un ciarlatano) più che crederci, ci spererei.

Lasciamo almeno il beneficio d’inventario: aspettiamo fiduciosi il 1° maggio, anzi, la busta paga di giugno e sapremo se abbiamo a che fare con un ciarlatano oppure con uno statista coraggioso.

La cosa peggiore sarebbe quella di trovarci invece con un fesso e anche un ciarlatano! Ma la logica insegna che questo è possibile…

Quote rosa, quote azzurre e liste bloccate

Le quote rosa sono state bocciate.

Ma se un giorno gli elettori potranno finalmente scegliere i propri rappresentanti in parlamento, essendo le donne maggioranza nella popolazione, potrebbero essere i maschi a volere le quote…

Rexel Italia riduce i costi dell’ Energia e dei servizi di Pulizia

Rexel Italia riduce i costi dell’ Energia e dei servizi di Pulizia
I consulenti ERA: “Efficienti e competenti”Dott. Massimo Ferri – Amministratore Delegato Rexel Italia

Fondato nel 1967, il Gruppo Rexel opera da oltre 40 anni nel business della distribuzione di materiale e servizi per il settore elettrico.

Con 2.300 punti vendita in 37 Paesi e 31.000 collaboratori, Rexel domina l’8% del mercato globale affermandosi come un leader mondiale nei tre principali mercati di riferimento: industriale, commerciale e residenziale.
I clienti spaziano dall’artigiano installatore alla grande azienda e per ognuno di essi Rexel è in grado di offrire una vasta gamma ed un’elevata disponibilità di prodotti: materiale elettrico, prodotti per l’illuminotecnica, la trasmissione dati, la comunicazione e l’energia.
La sede italiana Rexel Italia Spa, arrivata per la prima volta in Italia nel 1989, è presente oggi sul territorio con 23 punti vendita diretti, 4 centri logistici e oltre 400 collaboratori.
La professionalità dello staff, la qualità della filiera distributiva, l’affidabilità dei centri logistici e l’innovazione nell’impiego di nuove tecnologie, sono sempre stati tra gli elementi distintivi di Rexel Italia.

Nonostante la centralizzazione e gestione europea di alcune categorie di costo, il Dott. Massimo Ferri, Amministratore Delegato di Rexel Italia, ha saputo portare avanti, con le proprie risorse interne, un processo di continua ottimizzazione dei costi generali. Tuttavia, la necessità creata dall’attuale situazione economica del mercato italiano, ha portato Rexel a valutare ulteriori soluzioni di risparmio, soprattutto per le categorie di costo gestite localmente.
E’ stato questo il motivo che ha spinto il Dott. Ferri, con la collaborazione del Signor Maurizio Bandini, Responsabile Contabilità Fornitori Tesoreria e Affari

Generali, e principale referente in tutte le fasi del progetto, a coinvolgere Expense Reduction Analysts.

La limitata disponibilità di risorse interne e la fiducia nelle capacità e nella competenza degli analisti E.R.A., unita al modello di compenso legato al risultato, ha portato Rexel alla convinzione che Expense Reduction Analysts fosse il giusto partner per intraprendere il progetto di riduzione costi.

Dopo un’approfondita analisi dei costi di tutte le filiali, gli analisti di E.R.A. hanno rilevato l’opportunità di ridurre la spesa nei settori dell’Energia e delle Pulizie.

Per quanto riguarda la categoria relativa ai costi di energia, la società si trovava nelle condizioni di dover gestire la complessa fornitura di energia elettrica per tutti i 27 punti di prelievo.
Al fine di apportare soluzioni efficaci in grado di generare un beneficio economico senza intaccare la qualità del servizio, gli analisti di Expense Reduction Analysts hanno effettuato un’attenta attività di scouting all’interno della vasta gamma di fornitori appartenenti al mercato libero e consorzi energetici presenti sul territorio.
Alla luce delle offerte ricevute, gli analisti hanno sottoposto a Rexel l’opportunità di implementare una nuova offerta rinegoziata con il fornitore attuale conseguendo così un risparmio annuo del 26%.

L’analisi dei costi relativi alle Pulizie ha portato alla luce una situazione iniziale  particolarmente articolata nella quale l’azienda¸ per poter organizzare i servizi di pulizia in tutte le 24 sedi, si era ritrovata a gestire un parco fornitori molto numeroso. La società ricorreva inizialmente a 16 ditte appaltatrici alcune delle quali svolgevano il servizio in più sedi.
Rexel era mediamente soddisfatta dei livelli di servizio offerti ma dopo un’attenta revisione dei contratti di fornitura effettuata da Expense Reduction Analysts, ha preso consapevolezza dell’esistenza di reali opportunità di miglioramento e risparmio.
Le accurate verifiche di E.R.A. e l’ottimizzazione dei capitolati hanno permesso all’azienda di beneficiare di un nuovo piano di fornitura più snello ed efficace basato su di una drastica riduzione del numero di fornitori. Il risparmio complessivo annuo è stato del 13%.

Fonte:
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Un ministro che piace all’Europa (e agli italiani?)

clip_image001Olli Rehn, l’attuale commissario europeo per gli Affari economici e monetari e vicepresidente della Commissione europea, in riferimento al nuovo ministro dell’Economia e delle Finanze, tale Pier Carlo Padoan, clip_image002uomo fidato di D’Alema e del Fondo Monetario Internazionale, si è espresso così:

“Il nuovo Ministro dell’Economia italiano sa che cosa deve fare.”

Più che una constatazione sembra una minaccia!